Secondo l’analisi di due studi clinici, l’anticorpo ampiamente neutralizzante VRC01 ha mostrato una protezione iniziale contro i ceppi di HIV-1 altamente sensibili, ma dopo la fine del trattamento sono state rilevate alcune infezioni più resistenti. I risultati suggeriscono che un singolo anticorpo potrebbe non bastare a prevenire la fuga virale e le infezioni di breakthrough.

I ricercatori hanno analizzato i dati degli studi HVTN 704 e HPTN 085, nei quali i partecipanti hanno ricevuto infusioni endovenose di VRC01 per 80 settimane. Hanno esaminato le acquisizioni dell’HIV fino alla visita finale dello studio, alla settimana 104, concentrandosi sul periodo successivo all’ultima dose, somministrata alla settimana 72.

Per i virus considerati altamente sensibili a VRC01, l’efficacia cumulativa di prevenzione dell’anticorpo è stata del 66,3%. L’analisi indica che, con il calo delle concentrazioni di VRC01, sono diventate rilevabili alcune infezioni causate da virus con maggiore resistenza. Dopo la settimana 80, le diagnosi di HIV e la resistenza a VRC01 sono state più frequenti nei gruppi trattati con VRC01 che nel gruppo placebo.

VRC01 agisce sul sito di legame del CD4 della glicoproteina dell’involucro dell’HIV, contribuendo a neutralizzare i ceppi sensibili. Gli autori dello studio affermano che i risultati giustificano l’analisi di combinazioni di anticorpi per contrastare sia i ceppi sensibili sia la fuga virale. Sottolineano inoltre l’importanza di monitorare i partecipanti a lungo dopo la fine delle infusioni di anticorpi negli studi futuri.

Fonti: GEN - Genetic Engineering and Biotechnology News.